Un piccolo borgo, Torre del Mangano, situato all’interno del Parco Visconteo, l’antico giardino di caccia e di delizie dei duchi di Milano, che grazie alla vicina Certosa di Pavia ebbe modo di crescere e prosperare. 

Questo rapporto è, in sintesi, il filo rosso che lega il luogo in cui siamo nati al grande mausoleo di Gian Galeazzo Visconti.  Narrando di  una visita alla Certosa  avvenuta nel 1586, Michel de Montaigne descrive il Monumento come “la corte d’un  grandissimo principe” per il numero di “gente, servitori, cavalli, cocchi, manovali e artigiani” che insieme ai monaci lo popolavano. La grande maggioranza di quelle persone erano, con ogni probabilità gli antichi abitanti di Torre del Mangano, che nel corso dei secoli furono impiegati fra le maestranze del grande cantiere o legati al monastero in qualità di coloni e fittavoli. Tanto era importante il legame con il Monumento che nel 1929, in seguito ad una riorganizzazione dei confini amministrativi,  il paese mutò il suo nome in Certosa di Pavia che ancora oggi le è proprio.

Attualmente Certosa si presenta come un Comune di quasi 5500 abitanti, suddivisi tra il “capoluogo” e le frazioni di Cascine Calderari, Torriano e Samperone. Sul suo territorio, attraversato dal Naviglio e dal Navigliaccio, sono presenti numerosi edifici storici, a cominciare dalle chiese parrocchiali, di impianto sei-settecentesco: alcune opere d’arte, soprattutto altari in esse conservate, erano in origine ubicate all’interno del Monumento, a testimonianza di una profonda osmosi, anche artistica, tra il complesso monastico e le zone circostanti. Alle chiese si aggiungono le dimore storiche, i castelli di Certosa e Torriano, e le cascine GRA-CAR e Fiamberta, oggi sede di agriturismi. Anche il passato industriale non è meno importante, come testimoniano l’imponente edificio dei Molini Certosa, centro attivo dal 1889 nella lavorazione di riso e cereali, e lo stabilimento Galbani noto per la produzione casearia di cui il formaggio Certosino costituisce l’esempio più noto in Italia e all’estero. Accanto a queste grandi realtà, infine, sorge un tessuto di piccole attività produttive, alberghiere e commerciali, alcune delle quali si tramandano di generazione in generazione.

Purtroppo quel rapporto con il Monumento che per secoli ha segnato la storia del nostro paese si è perso nel corso degli ultimi decenni. Tuttavia, tutti gli elementi di cui abbiamo parlato, conferiscono a quest’area un grande potenziale di sviluppo, in particolar modo sotto il profilo turistico: una risorsa senza dubbio straordinaria che potrebbe essere riattivata, a beneficio della collettività, attraverso il recupero di quell’antico legame tra la Certosa e il suo territorio.

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